Cheratocono

Cos'è il cheratocono?

Il cheratocono è una malattia degenerativa della cornea, della quale a tutt’oggi non si conoscono ancora le cause in modo preciso.

Il cheratocono è in pratica un processo di un progressivo sfiancamento e assottigliamento corneale con la tendenza ad assumere una forma conica (ectasia).

La conseguenza è una deformazione più o meno asimmetrica della superficie ottica della cornea che porta ad una riduzione progressiva della visione.


Quando insorge il cheratocono?

Il cheratocono insorge generalmente in età giovanile, tra 15 e i 25 anni. Di solito, si manifesta prima in un occhio e dopo qualche anno nell’altro, le forme di cheratocono monolaterali sono molto rare. Si evolve in modo molto soggettivo fino a rallentare, a volte arrestandosi, dopo i 50-60 anni di età.

La sua incidenza è tutt'altro che bassa, circa 1 caso su 2.000 persone, con una prevalenza nei maschi nel rapporto di 2:1.

Molti pazienti non sanno di avere la malattia, soprattutto negli stadi iniziali del cheratocono, attribuendo ad un comune difetto di vista il loro calo delle capacità visive.


Come si diagnostica il cheratocono?

I metodi per diagnosticare e classificare il cheratocono sono diversi, ma quello più immediato ed efficace è la “topografia corneale computerizzata”, un esame veloce, preciso e non invasivo.

La caratteristica di progressione del cheratocono si effettua esaminando due topografie corneali effettuate ad una congrua distanza di tempo l’una dall’altra.

Spesso gli occhiali non sono in grado di correggere adeguatamente il difetto ed è necessario l’uso di una lente a contatto.


Quali sono le soluzioni?

Lenti a contatto specifiche

La progressione della malattia può essere rallentata con l'applicazione di una lente a contatto specifica, che tende a contrastare lo sfiancamento della cornea. La costruzione della lente a contatto oggi viene realizzata in modo personalizzato, mediante lo studio delle geometrie rilevate dalle topografie corneali computerizzate. Queste lenti hanno il grande vantaggio di essere realizzate su misura per ogni tipo di cheratocono e possono essere studiate al computer per simulare l'effetto e l'efficacia nel contenimento della progressione dello sfiancamento corneale. Sandro Sciacca progetta e prescrive lenti a contatto per cheratocono di tutte le tipologie più innovative:

    • Corneali, rigide gas-permeabili. Utilizzate nella maggior parte delle applicazioni, possiedono una elevata proprietà di contenimento dell’ectasia e di miglioramento della visione. Generalmente offrono un comfort più che soddisfacente nei cheratoconi di basso e medio grado.
    • Corneo-sclerali, morbide in Si-Hy spessorato. Offrono un ottimo comfort ed una ottima stabilità nell’occhio. Di più recente introduzione, offrono una buona correzione del difetto visivo, ma non è ancora stato individuato il loro grado di capacità di ostacolare la progressione del cheratocono. Più utilizzate nei cheratoconi non evolutivi o nei casi di applicazioni temporanee in attesa di intervento chirurgico.
    • Sclerali, rigide gas permeabili. La loro principale caratteristica è quella di annullare completamente, o comunque ridurre al minimo, l’appoggio sulla cornea. Grazie a questa particolarità, unita al loro grande diametro, queste lenti offrono una stabilità ed un comfort ineguagliabile. La possibilità di correzione del difetto visivo è anch’essa molto alta con l’opportunità di correggere difetti anche di 30-40 diottrie ed oltre. Si possono applicare anche negli stadi più avanzati del cheratocono, laddove nessun’altra lente a contatto può essere applicata, e possono essere impiegate su occhi che hanno già subito l’intervento di cheratoplastica corneale (trapianto).

Chirurgia

Nei casi di cheratocono molto avanzato la cornea si presenta particolarmente appuntita e assottigliata con un rischio concreto di perforazione. In questo stadio della malattia, la situazione offre una visione estremamente ridotta ed è più o meno nella metà dei casi risolvibile solo con interventi chirurgici:
- cheratoplastica perforante (trapianto di cornea)
- cheratoplastica lamellare anteriore
- impianto di segmenti intrastromali
- epicheratofachia

Cross-linking

Il cross-linking (C3-R) è un trattamento esclusivamente medico, indicato nei cheratoconi giovanili in stadio iniziale con dimostrato progressivo peggioramento. Il cross-linking ha lo scopo di rallentare, possibilmente fermare, la progressione del cheratocono, trasformandolo in un difetto visivo da correggere con occhiali o con le lenti a contatto. Il trattamento non fa regredire il cheratocono ed in genere non migliora la vista, ma intende stabilizzarla. Essendo una tecnica relativamente recente ed ancora basso il numero dei casi trattati, non è attualmente possibile prevedere con certezza la durata del suo effetto e con essa la necessità o meno di ulteriori ri-trattamenti. Inoltre, non è semplice distinguere tra un rallentamento naturale del cheratocono (molto variabile tra soggetto e soggetto) e l’andamento influenzato dal trattamento.


Cosa fare?

La prima cosa da fare è sottoporsi ad una visita optometrica-contattologica e ad una medico-oculistica ed ascoltare i pareri degli specialisti.
Andranno eseguite delle topografie immediate e successive per definire meglio la vostra situazione. Precedenti topografie corneali, anche non recenti, risulterebbero di grande utilità.
In genere, se la cornea rimane stabile o se la tendenza al peggioramento è molto lenta la correzione con le lenti a contatto è la più consigliata. Nel caso sia invece impossibile ottenere un buon visus e/o una buona applicazione con le lenti a contatto, è necessario orientarsi verso una soluzione chirurgica.