LAC sclerali

La lente sclerale è una lente a contatto rigida, realizzata di norma in materiale ad altissima gas-permeabilità, che rappresenta ancora oggi la migliore soluzione per la correzione della maggior parte delle patologie e problematiche visive esistenti.

Quella sclerale, è l’unica tipologia di lente che riduce drasticamente l’alterazione meccanica del metabolismo corneale indotto dalle lenti a contatto e questo grazie al fatto che il tocco sulla cornea è completamente eliminato od almeno considerevolmente ridotto: la lente realizza la sua funzione poggiando completamente sulla congiuntiva sclerale. È particolarmente indicata nei casi di cheratocono avanzato perché non produce attrito sull’apice dell’ectasia.

La C.L.A.O. (Contact Lens Association of Oftalmology) definisce la lente sclerale come la “lente più valida in contattologia”, indicandola come la scelta primaria che si dovrebbe effettuare nei casi di importanti irregolarità corneali, in tutte le forme di cheratocono, dove non è possibile ottenere una centratura adeguata con altre lenti a contatto, elevati vizi di refrazione, cheratoglobo, ptosi, abrasioni corneali da agenti esterni (trichiasi, entropion) ed in tutti i casi di problematiche post intervento causate da operazioni di chirurgia in generale (LASIK, LASEK, PRK, cheratoplastica, intervento per cataratta, ecc…).

Oltre ad essere il metodo correttivo più efficace in tutti quei casi dove la cornea, per la sua irregolarità, non consente un adeguato appoggio ed una idonea meccanica ad una lente rigida corneale, la lente sclerale è altresì molto indicata in tutte quelle situazioni oculari che non dipendono direttamente dalla geometria corneale ma che non permetterebbero comunque una normale applicazione contattologica (sindrome da occhio secco, disepitelizzazione od opacizzazione corneale meccanica indotta da LAC, ametropie molto elevate, eccessiva tensione palpebrale, ecc…).

Sandro Sciacca nel 2012 ha pubblicato un libro proprio su questo argomento intitolato “Lenti a contatto sclerali RGP: come, quando, perché”. In questo volume Sandro scrive: ”Da quello che ho tratto dalla mia esperienza personale in merito a quest’argomento e grazie alle notizie raccolte per realizzare questo lavoro, posso dire di avere rafforzato la mia convinzione che la lente sclerale possiede delle grandi potenzialità. Si pensi, che nella maggior parte degli interventi chirurgici oculari, conclusi con successo, i pazienti avrebbero ancora bisogno dell’applicazione di lenti a contatto RGP per l’ottimizzazione della visione a causa delle irregolarità e degli alti astigmatismi residui post-operatori, soprattutto nei casi di cheratoplastiche perforanti o lamellari”.

Dallo studio scientifico di Smiddy W.E. ed altri, intitolato “Cheratocono: lente a contatto o cheratoplastica?” e pubblicato nel 1988, si evince che il 69% dei pazienti affetti da cheratocono candidati ad un trapianto corneale potrebbero essere corretti con lenti a contatto ed evitare così l’operazione chirurgica. Pertanto, è facile comprendere quale ruolo importante occupi la contattologia di tipo sclerale in questo tipo di situazioni oculari.

Per maggiori informazioni: info@sandrosciacca.it