Lenti a contatto

Sandro applica qualsiasi tipo di lente a contatto gas-permeabile, morbida, rigida, correttiva o cosmetica, post-operatoria e per il recupero visivo in pazienti affetti da patologie oculari come cheratono, cheratoglobo, trichiasi, sindrome di Sjogren, sindrome di Steven Johnson, ecc...

Dopo una attenta ed approfondita visita, ti offrirá un ventaglio di soluzioni per valutare e scegliere insieme a te quella migliore per soddisfare le tue esigenze visive-oculari.

Una serie di prove applicative pratiche saranno necessarie per verificare l’assenza di reazioni avverse o di problematiche oculari con l’utilizzo delle lenti a contatto e per la prescrizione finale ad hoc.

In caso di nuovi portatori, procederà con l’addestramento individuale alla manipolazione ed alla manutenzione per insegnare ad utilizzare e pulire correttamente le lenti a contatto prescritte.

Se sei già un utilizzatore di lenti a contatto ed hai dei problemi o fastidi che non riesci a risolvere, Sandro valuterá insieme a te possibili soluzioni o migliori alternative al sistema che attualmente utilizzi.

In ogni caso ricordati: visite preliminari, controlli periodici regolari ed applicazioni professionali di qualità sono “indispensabili” per garantire la salute dei tuoi occhi e prevenire problematiche oculari importanti.

Lenti a contatto sclerali

La lente sclerale è una lente a contatto rigida, realizzata di norma in materiale ad altissima gas-permeabilità, che rappresenta ancora oggi la migliore soluzione per la correzione della maggior parte delle patologie e problematiche visive esistenti.

Quella sclerale, è l’unica tipologia di lente che riduce drasticamente l’alterazione meccanica del metabolismo corneale indotto dalle lenti a contatto e questo grazie al fatto che il tocco sulla cornea è completamente eliminato od almeno considerevolmente ridotto: la lente realizza la sua funzione poggiando completamente sulla congiuntiva sclerale. È particolarmente indicata nei casi di cheratocono avanzato perché non produce attrito sull’apice dell’ectasia.

La C.L.A.O. (Contact Lens Association of Oftalmology) definisce la lente sclerale come la “lente più valida in contattologia”, indicandola come la scelta primaria che si dovrebbe effettuare nei casi di importanti irregolarità corneali, in tutte le forme di cheratocono, dove non è possibile ottenere una centratura adeguata con altre lenti a contatto, elevati vizi di refrazione, cheratoglobo, ptosi, abrasioni corneali da agenti esterni (trichiasi, entropion) ed in tutti i casi di problematiche post intervento causate da operazioni di chirurgia in generale (LASIK, LASEK, PRK, cheratoplastica, intervento per cataratta, ecc…).

Oltre ad essere il metodo correttivo più efficace in tutti quei casi dove la cornea, per la sua irregolarità, non consente un adeguato appoggio ed una idonea meccanica ad una lente rigida corneale, la lente sclerale è altresì molto indicata in tutte quelle situazioni oculari che non dipendono direttamente dalla geometria corneale ma che non permetterebbero comunque una normale applicazione contattologica (sindrome da occhio secco, disepitelizzazione od opacizzazione corneale meccanica indotta da LAC, ametropie molto elevate, eccessiva tensione palpebrale, ecc…).

Sandro Sciacca nel 2012 ha pubblicato un libro proprio su questo argomento intitolato “Lenti a contatto sclerali RGP: come, quando, perché”. In questo volume Sandro scrive: ”Da quello che ho tratto dalla mia esperienza personale in merito a quest’argomento e grazie alle notizie raccolte per realizzare questo lavoro, posso dire di avere rafforzato la mia convinzione che la lente sclerale possiede delle grandi potenzialità. Si pensi, che nella maggior parte degli interventi chirurgici oculari, conclusi con successo, i pazienti avrebbero ancora bisogno dell’applicazione di lenti a contatto RGP per l’ottimizzazione della visione a causa delle irregolarità e degli alti astigmatismi residui post-operatori, soprattutto nei casi di cheratoplastiche perforanti o lamellari”.

Dallo studio scientifico di Smiddy W.E. ed altri, intitolato “Cheratocono: lente a contatto o cheratoplastica?” e pubblicato nel 1988, si evince che il 69% dei pazienti affetti da cheratocono candidati ad un trapianto corneale potrebbero essere corretti con lenti a contatto ed evitare così l’operazione chirurgica. Pertanto, è facile comprendere quale ruolo importante occupi la contattologia di tipo sclerale in questo tipo di situazioni oculari.

Lenti a contatto post-chirurgia oculare

Dopo un intervento chirurgico oculare, concluso con successo, spesso la superficie corneale risulta molto irregolare con la presenza di alti astigmatismi post-operatori, soprattutto nei casi di cheratoplastiche perforanti o lamellari.

Se da un lato, quello medico e della salute oculare, l’operazione è sicuramente da considerarsi un successo, sotto l’aspetto della qualità della visione il risultato è spesso invalidante e/o molto deludente per il paziente.

Nella maggior parte di queste situazioni, i pazienti sentono l’esigenza di un sistema ottico per l’ottimizzazione della visione, la quale non è più sensibilmente migliorabile con le lenti per occhiali o le lenti a contatto tradizionali.

Anche nella chirurgia refrattiva si riscontrano casi di astigmatismi od irregolarità residue, nell’immediato o molto tempo dopo l’intervento, talvolta non più rioperabili o facilmente correggibili con i sistemi di correzione visiva tradizionali.

In tutti questi casi, la soluzione è una lente a contatto customizzata, realizzata più frequentemente in materiale rigido gas permeabile, che vada a ripristinare la regolarità della superficie corneale compromessa con l’intervento.

Ad esempio, la lente a contatto sclerale (vedi la sezione LAC sclerali) è definita dalla C.L.A.O. (Contact Lens Association of Oftalmology) come la “lente più valida in contattologia”, indicandola come la scelta primaria che si dovrebbe effettuare nei casi di importanti irregolarità corneali post intervento causate da operazioni di chirurgia in generale (LASIK, LASEK, PRK, cheratoplastica, intervento per cataratta, ecc…).

Od ancora, nei soggetti operati di chirurgia refrattiva, talvolta è possibile applicare delle lenti rigide a geometria inversa, simili alle lenti utilizzate in ortocheratologia (vedi la sezione dedicata), per correggere il residuo di miopia post intervento od ostacolarla nel caso di una sua progressione.

Lenti rigide, lenti ibride, lenti morbide spessorate, piggy-back… qualsiasi sia la tua esigenza, Sandro valuterà la tua personale situazione oculare e saprà proporti la migliore soluzione. Telefona per un appuntamento.

Lenti a contatto per cheratocono

La progressione della malattia può essere rallentata con l'applicazione di una lente a contatto specifica, che tende a contrastare lo sfiancamento della cornea. La costruzione della lente a contatto viene realizzata in modo personalizzato, mediante lo studio delle geometrie rilevate dalle topografie corneali digitalizzate.
Le lenti hanno il grande vantaggio di essere disegnate su misura per ogni tipo di cheratocono e possono essere studiate al computer per simulare l'effetto e l'efficacia nel contenimento della progressione dello sfiancamento corneale.
Sandro Sciacca progetta e prescrive lenti contatto per cheratocono di tutte le tipologie più innovative:

  • Corneali, rigide gas-permeabili. Utilizzate nella maggior parte delle applicazioni, possiedono una elevata proprietà di contenimento dell’ectasia e di miglioramento della visione. Generalmente offrono un comfort più che soddisfacente nei cheratoconi di basso e medio grado.
  • Corneo-sclerali, morbide in Silicone-Hydrogel spessorato. Offrono un ottimo comfort ed una ottima stabilità nell’occhio. Di più recente introduzione, offrono una buona correzione del difetto visivo, ma non è ancora stato individuato il loro grado di capacità di ostacolare la progressione del cheratocono. Più utilizzate nei cheratoconi non evolutivi o nei casi di applicazioni temporanee in attesa di intervento chirurgico.
  • Sclerali, rigide gas permeabili. La loro principale caratteristica è quella di annullare completamente, o comunque ridurre al minimo, l’appoggio sulla cornea. Grazie a questa particolarità, unita al loro grande diametro, queste lenti offrono una stabilità ed un comfort ineguagliabile. La possibilità di correzione del difetto visivo è anch’essa molto alta con l’opportunità di correggere difetti anche di 30-40 diottrie ed oltre. Si possono applicare anche negli stadi più avanzati del cheratocono, laddove nessun’altra lente a contatto può essere applicata, e possono essere impiegate su occhi che hanno già subito l’intervento di cheratoplastica corneale (trapianto).